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venerdì 18 dicembre 2020

#26 - La chimica e gli strumenti scientifici

L'elemento principale costituente il telemetro Pavese è il prisma quadrangolare.
I prismi sono solitamente realizzati in vetro o quarzo e sono tagliati con sfaccettature appositamente angolate, poichè influenzano il modo in cui la luce che passa attraverso il prisma viene riflessa, rifratta e dispersa. 
Per maggiori informazioni sui diversi tipi di prismi ottici, si può fare riferimento a questa pagina.

Il vetro al quarzo ha eccezionali proprietà termiche, ottima trasmissione ottica, buone prestazioni elettriche e anticorrosive ed è inattaccabile dagli acidi tranne dall'acido fluoridrico. Esso presenta elevata durezza (7 sulla scala di Mohs), resistenza meccanica e resistenza al calore. 
Il quarzo ha una struttura cristallina trigonale costituita da tetraedri silicio-ossigeno uniti tra loro per i 4 vertici a formare delle spirali ad andamento destro o sinistro. In alcuni cristalli le parti cristalline destre o sinistre coesistono a formare i geminati. 
 
                           

giovedì 15 ottobre 2020

#05 - Il principio fisico

Il telemetro Pavese, sfruttando le risorse dell'ottica, misura la distanza di un oggetto attraverso la soluzione di un problema geometrico che è quello relativo a un triangolo di cui è nota la base e di cui si misurano due angoli. 

Ad esempio, se stando fermi in A si vuole misurare la distanza dal punto C, attraverso il prisma l'operatore cerca di formare un angolo retto (tenendo le zeppe coperte dai diaframmi) tra il punto C e un altro punto preso in prossimità di quella direzione. Si sceglie ora un punto D su quella direzione, bisogna condurre l'immagine di C a combaciare perfettamente con questo punto, avanzando o retrodecento a piccoli passi. Si procede facendo un segno trasversale passante per le punte dei piedi, si gira uno dei diaframmi per scoprire la zeppa e quindi si retrocede sul prolungamento della DA, finchè traguardando con ques'altra parte del prima vede di nuovo gli stessi punti in collimazione. Allora si fa un altro segno in corrispondenza delle punte dei piedi e misura la distanza AB fra i due segni, che indica in metri la distanza cercata.

BIBLIOGRAFIA:
"Il Politecnico - giornale dell'ingegnere architetto civile ed industiale", pag 56

#04 - La scienza

Lo scopo del telemetro polibasico è quello di misurare la distanza tra due punti, in questo caso dal bersaglio, sfruttando le risorse dell'ottica.
L'ottica ("optics", "óptica", "optik") studia i fenomeni relativi alla propagazione della luce e gli effetti della sua interazione con i corpi, nonché le proprietà e la costituzione degli strumenti atti a fornire immagini degli oggetti o a emettere radiazione luminosa, oppure a misurarne le grandezze caratteristiche. 

BIBLIOGRAFIA: 

Wikipedia